1. Perché è importante
L’analisi video dell’attività dei dipendenti è una forma di monitoraggio sul posto di lavoro. In Europa, è consentita solo nel rispetto delle normative nazionali in materia di lavoro e protezione dei dati, oltre al GDPR. Il cliente, in qualità di datore di lavoro e titolare del trattamento, è responsabile della conformità.
2. Condizioni richieste dalle normative nazionali
- esistenza di un interesse legittimo e giustificato del datore di lavoro, che prevalga sui diritti dei dipendenti;
- informazione preventiva, completa ed esplicita ai dipendenti;
- consultazione del sindacato o, se non presente, dei rappresentanti dei lavoratori prima dell’introduzione del sistema;
- aver già provato altri mezzi meno invasivi, risultati inefficaci;
- conservazione dei dati per un massimo di 30 giorni, salvo eccezioni previste dalla legge o casi debitamente giustificati.
3. Cosa richiede anche il GDPR
- informare le persone riprese (art. 13): cartelli ben visibili all’ingresso e nelle aree videosorvegliate;
- valutazione d’impatto (DPIA, art. 35) per il monitoraggio sistematico;
- limitare l’accesso alle immagini solo a chi ne ha effettiva necessità;
- registro delle attività di trattamento.
4. Cosa non è consentito
- telecamere in spogliatoi, bagni o aree di riposo;
- utilizzare le immagini per scopi diversi da quelli comunicati;
- prendere decisioni disciplinari solo sulla base di un allarme automatico, senza verifica umana.
5. Come ti supportiamo
Prima dell’attivazione, prepariamo insieme a te l’informativa per i dipendenti, il regolamento di videosorveglianza, i cartelli per i clienti e un modello di valutazione d’impatto. Vigilessa non utilizza il riconoscimento facciale e gli incidenti vengono associati alla cassa, al turno e allo scontrino, mai all’identità di una persona.
6. Maggiori dettagli
Consulta anche la Guida GDPR per la videosorveglianza e l’Accordo di trattamento dati (DPA).
Domande su questo documento? Scrivici a legal@vigilessa.com.